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Gazzetta del Sud

15/09/2002

milazzo / Il pm Anna Di Stasio ha disposto il sequestro dell'officina metalmeccanica di Giammoro Morte dell'operaio, due indagati

Accertamenti per verificare i sistemi di sicurezza

Leonardo Orlando

MILAZZO – Prosegue l'inchiesta della Procura di Barcellona sulla morte del saldatore Francesco Lombardo, il trentatreenne di Rometta che ha perso la vita venerdi pomeriggio all'interno del capannone della “Metalmeccanica milazzese”, nella zona industriale di Giammoro, mentre stava eseguendo un lavoro di saldatura su una tramoggia. Il sostituto procuratore Anna Di Stasio, ieri ha emesso due informazioni di garanzia nelle quali si ipotizza il reato di omicidio colposo, nei confronti dell'amministratore della “Metalmeccanica milazzese srl”, Giovanni Chirafisi e del capo officina, Aldo Coppolino, che sono assistiti dall'avv. Roberto Picciolo. Un atto dovuto per consentire i successivi accertamenti investigativi che dovranno essere effettuati all'interno del capannone dove è avvenuta la disgrazia. Lo stesso magistrato ha disposto l'esame esterno sul cadavere, anziché l'annunciata autopsia e già oggi il corpo dello sfortunato operaio dovrebbe essere restituito ai familiari per consentire i funerali che molto probabilmente si svolgeranno domani a Rometta. Intanto sul luogo dell'incidente è già intervenuto l'Ispettorato del lavoro di Messina, con l'ing. Lo Conte che ha aperto un'indagine per verificare la dinamica dell'infortunio mortale. Al momento dell'incidente all'interno del capannone vi erano sette dipendenti dell'azienda, ma solo due sarebbero i testimoni della disgrazia. L'indagine condotta dai carabinieri della stazione di Pace del Mela, al comando del maresciallo Bartolo Raffa e dai militari della Compagnia di Milazzo, agli ordini del capitano Andrea Guidoni, tende a stabilire quali misure di sicurezza erano state adottate ed in particolare se il manufatto era adeguatamente puntellato. Resta infatti da capire come sia potuto cadere sull'operaio quel cono d'acciaio del peso di circa 1700 Kg. Le tramogge che la “Metalmeccanica milazzese srl” sta costruendo fanno parte di una commessa dell'Eurogen e servono per il sistema di elettrofiltri che si sanno montando nel piano di bonifica dei gruppi da 160. Tenuto conto dei tempi di consegna, il legale della Metalmeccanica milazzese si accinge a chiedere il dissequestro di una parte del capannone al fine di consentire l'ultimazione dei lavori, gistificando ciò anche con l'interruzione dell'attività dei 25 operai. Nel frattempo sull'ennesima morte bianca nel nostro comprensorio è intervenuta la Cgil, che in una nota, firmata dal responsabile del dipartimento “Sicurezza” Matteo Cucinotta, denuncia «una preoccupante inversione di tendenza sul fenomeno degli infortuni mortali nella nostra provincia (nel 2001 si sono verificati 13 casi contro i 7 del 2000). Ciò è dovuto principalmente –prosegue la nota – ad un calo di attenzione e di iniziativa di tutti i soggetti preposti al controllo e alla prevenzione e alla mancata attuazione degli adempimenti previsti nel Protocollo d'intesa firmato in Prefettura da tali soggetti e dal sindaco nel febbraio del 2000. Occorre pertanto, a nostro avviso, come prima azione immediata, ripristinare nuovamente tale azione sinergica riattivando il tavolo di confronto in prefettura dal suddetto Protocollo d'intesa». Dopo aver criticato il meccanismo dell'aggiudicazione delle commesse e dei subappalti «al ribasso» e «al risparmio», la Cgil sostiene che «i dati dimostrano che l'attuazione del decreto legislativo 626/94 e delle altre nuove normative sulla sicurezza non possono essere lasciate alla applicazione burocratica e unilaterale delle aziende, le quali, escludendo dalla partecipazione il sindacato ed i loro rappresentanti, tradiscono lo spirito e la sostanza di tali norme».

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