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Rassegna Stampa

Gazzetta del Sud

01/08/2002

Rometta / L'assessore ai Lavori pubblici contesta Etna Si è dimesso D'Andrea

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Tonino Battaglia

ROMETTA – Nell'estate già “calda” del sindaco di Rometta Enrico Etna è esploso l'ennesimo “caso” politico. Dopo le polemiche sorte in paese (con tanto di manifesti accusatori nei confronti della giunta) in seguito a scelte amministrative importanti quali l'affidamento della costruzione e la gestione per trent'anni dei cimiteri ai privati e l'accertamento fiscale dei contribuenti anch'esso concesso a un'azienda esterna al Comune, sono arrivate le dimissioni dall'esecutivo di Orazio D'Andrea, assessore con delega ai Lavori pubblici, Igiene cittadina e Personale. Una decisione improvvisa, ma non proprio sorprendente, alla luce anche delle motivazioni addotte da D'Andrea. «Esigenze personali – afferma l'ex assessore nella missiva inviata al sindaco – e in parte un'insufficiente intesa sugli strumenti e sui criteri da utilizzare per evitare ulteriori rallentamenti nel settore dei lavori pubblici». Insufficiente intesa che D'Andrea aveva già messo in luce a gennaio scorso in consiglio comunale, quando lamentò i ritardi nella realizzazione d'importanti opere pubbliche, denunciando la lentezza della macchina amministrativa dovuta soprattutto a una mancanza di un'intesa comune all'interno della giunta sugli strumenti da usare per arrivare alle soluzioni. D'Andrea fece riferimento, in particolare, alla realizzazione dell'ottava traversa della via Caterina Carbone, della strada di collegamento tra via Nazionale e Variante SS 113 parallela alla via del Mare, della strada di contrada Germanosa, degli accessi al mare. E poi alla riqualificazione della Villa comunale di Rometta con interventi di manutenzione straordinaria e alla regimentazione della acque piovane. Per non parlare, infine, di una lacuna più volte fatta presente da D'Andrea e non ancora colmata: lo spostamento di un funzionario dell'ufficio tecnico a Rometta Marea, in modo da coprire in parte le necessità del territorio della frazione marina grazie alla presenza di un'unità stabilmente in loco. «Questa è una cosa che mi amareggia molto – afferma D'Andrea – perché va tutta a danno dei cittadini». A sette mesi di distanza la situazione evidentemente non è cambiata e D'Andrea ha deciso di gettare la spugna, anche se afferma che «secondo accordi preelettorali la carica era a tempo». Ora sono due gli assessorati rimasti “scoperti” nella giunta Etna.

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