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Gazzetta del Sud

22/03/2006

Ato2, non passa la mozione di sfiducia Determinante la posizione assunta da Barcellona, Milazzo e Provincia. Già scaduto il mandato del CdA

Barcellona Si spacca il fronte dei sindaci anche sulla proposta di riaffidare ai singoli Comuni il servizio di nettezza urbana

Franco Miano

BARCELLONA – È stata respinta dalla maggioranza dell'assemblea dei soci dell'Ato Me2, la mozione di sfiducia al consiglio di amministrazione, sottoscritta da 17 sindaci. Non è passata nemmeno la richiesta di trasferire ai Comuni i servizi gestiti attualmente dall'Ato. L'esito delle votazioni alla luce degli interventi in aula era scontato: sul primo punto (mozioni sfiducia) il 56,13% dell'assemblea ha votato contro, mentre il 35,21% ha espresso voto favorevole. Sul secondo provvedimento (retrocessione ai Comuni del servizio di nettezza urbana), il 53,57% ha respinto la proposta, mentre il 35,21% ha votato favorevolmente. Derminante il peso del voto dei grossi comuni di Barcellona e di Milazzo e della Provincia.La votazione dunque ha confermato la spaccatura esistente all'interno dell'assemblea dei sindaci, manifestatasi già nelle precedenti riunioni durante le quali non sono mancati gli attacchi al presidente Andrea Paratore e ai componenti del consiglio di amministrazione, accusati di non aver proposto alcuna soluzione per rivedere il piano d'ambito di 22 milioni di euro, al fine di diminuire i costi e abbassare quindi le tariffe per i cittadini. Attacchi sempre respinti da Paratore che ha sostenuto di aver fatto del suo meglio ed ha annunciato che domani ha in programma un incontro con i responsabili delle Gesenu per cercare una soluzione al contenzioso esistente tra le parti. Ha altresì annunciato che chiederà ancora una volta l'intervento del Prefetto. Ha detto anche che è in via di rimodulazione il piano d'ambito di 19 milioni di euro, mentre il bilancio consuntivo sarà pronto a maggio. Ma vediamo nel dettaglio l'esito delle votazioni. Hanno votato contro le due proposte all'ordine del giorno i comuni di: Barcellona, Castroreale, Condrò, Fondachelli Fantina, Furnari, Mazzarrà S. Andrea, Merì, Milazzo, Montagnareale, Novara di Sicilia, Oliveri, Rodì Milici, San Pier Niceto, Torregrotta, Venetico (che si è astenuto sul secondo provvedimento) e la Provincia regionale di Messina. Favorevoli i comuni di: Basicò, Brolo, Falcone, Gioiosa Marea, Librizzi, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Patti, Piraino, Roccavaldina, Rometta, San Filippo del Mela, San Piero Patti, Saponara, Spadafora, Tripi, Valdina, Villafranca. Su entrambi i provvedimenti si è astenuto il sindaco di S. Lucia del Mela. Assenti i sindaci o i rappresentanti dei comuni di Gualtieri Sicaminò, Montalbano Elicona, S. Angelo di Brolo e Terme Vigliatore. Una sfiducia anche politica (come hanno evidenziato alcuni sindaci), quella nei confronti del CdA, il cui mandato, ricordiamo, è scaduto il 31 dicembre 2005 e quindi opera in regime di prorogatio. Paratore è stato accusato tra l'altro di non aver mantenuto gli impegni assunti. I servizi - è stato evidenziato dai promotori della mozione di sfiducia - sono rimasti carenti, a fronte di tariffe elevate. A nulla sono valsi i tentativi dei sindaci contrari alla sfiducia (anche per le conseguenze di carattere igienico sanitario che avrebbe potuto avere il blocco dei servizi di raccolta) che hanno fatto di tutto per evitare la votazione. Il sindaco di barcellona Nania ho proposto di dare al CdA il tempo necessario (da concordare in aula con Paratore) per presentare il conto consuntivo e poi, essendo ormai scaduto, procedere a nuova elezione. Inutili anche i tentativi del sindaco di Mazzarrà S. Andrea (Navarra) e in extremis del sindaco di S. Lucia del Mela (Pandolfo) che ha proposto di sospendere per un'ora la seduta al fine di tenere una riunione per tentare di trovare una intesa. Il sindaco di Patti, Venuto, così come il primo cittadino di Brolo, Laccoto, hanno respinto la proposta, chiedendo di mettere in votazione i punti all'ordine del giorno. I sindaci contrari alla mozione di sfiducia, hanno presentato al presidente Paratore un documento con cui chiedono la presentazione con urgenza del bilancio consuntivo, "in modo da procedere alla nomina del nuovo CdA, ribadendo che l'attuale consiglio resta in carica esclusivamente per l'ordinaria amministrazione. Ritengono pertanto che la mozione di sfiducia presentata da alcuni sindaci avrebbe portato ad ulteriori lungaggini e a un vuoto amministrativo con gravi pregiudizi e disagi per il servizio e, di conseguenza, per i cittadini. Nelle more della presentazione del bilancio, ribadiscono il mandato dell'assemblea di continuare la trattativa con la Gesenu, al fine di far valere le ragioni tendenti all'abbattimento dei costi. Ritengono necessario che i sindaci portino avanti una forte azione politica nelle opportuni sedi istituzionali (Regione, Provincia, ecc.)". In una nota i firmatari della mozione rilevano che «il risultato odierno fa emergere un accordo sostanziale tra i Comuni di Barcellona, Milazzo e la Provincia regionale di Messina che ritengono soddisfacente l'operato sin qui svolto dal CdA. Sbalordisce soprattutto la posizione assunta – prosegue la nota – dal rappresentante della Provincia, ass. Nino Ferro, che si è schierato a favore del CdA venendo meno all'impegno della Provincia stessa di assolvere ad un ruolo super partes. Così facendo la Provincia si assume la responsabilità della gestione sin qui condotta dall'Ato, facendo emergere il tacito accordo coi comuni di Milazzo e di Barcellona i cui voti sono stati determinanti per respingere la mozione di sfiducia».

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