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Gazzetta del Sud

02/12/2004

Rometta Marea Accertamenti dopo il rogo alla “NavalTecnica” Un attentato mirato

Indagini anche nel settore della cantieristica

Tonino Battaglia

ROMETTA – Il giorno dopo il gigantesco incendio che a Rometta Marea ha distrutto il capannone della "NavalTecnica", azienda di cantieristica navale gestita dell'imprenditore Giovanni Tricomi di Villafranca Tirrena, è quello degli interrogativi e della preoccupazione. Interrogativi al vaglio dei carabinieri della stazione di Rometta e della Compagnia di Milazzo – al comando rispettivamente del mar. Francesco Risitano e del Cap. Erasmo Fontana –, i quali stanno conducendo le indagini per far luce sull'origine di un attentato incendiario che ha provocato danni quantificabili nell'ordine dei milioni di euro. Oltre al capannone e a tutte le attrezzature, infatti, il rogo della notte tra lunedì e martedì scorsi ha ridotto a un cumulo di cenere tre grossi natanti, tra cui un'imbarcazione di circa 30 metri equipaggiata con strumentazioni sofisticate per compiere ricerche oceanografiche. Il battello era pronto per la consegna all'Università di Palermo. Ai carabinieri, Tricomi ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni di altro genere. Ieri mattina gli investigatori hanno effettuato un sopralluogo nel cantiere di via del Mare, frugando tra le macerie alla ricerca di un qualche elemento (una tanica, una bottiglia o tracce di liquido infiammabile) che possa accertare la natura dolosa del rogo. Ma nulla è stato al momento rilevato, anche perché l'effetto distruttivo delle fiamme è stato tale da cancellare verosimilmente qualsiasi indizio. Nel frattempo si cerca di individuare un possibile movente. Per questo motivo, i carabinieri stanno compiendo in queste ore una serie di accertamenti sull'attività lavorativa della "NavalTecnica", piccola impresa che conta appena 5 dipendenti, ma in grado evidentemente di rispondere anche a grosse commesse (come quella per l'ateneo palermitano). I militari hanno acquisito tutta la documentazione relativa agli ultimi lavori di cui la ditta si stava occupando, indagando fra l'altro sui committenti delle altre imbarcazioni private distrutte dalle fiamme, due natanti da diporto, oltre ad acquisire una serie di testimonianze su cui vige il massimo riserbo. Le preoccupazioni sono invece quelle della comunità e degli operatori commerciali di Rometta, di cui si è fatto portavoce il sindaco del centro tirrenico, Enrico Etna, durante il vertice sulla sicurezza svoltosi ieri mattina nella saletta della villa comunale insieme con i colleghi Giovanni Giaimis (Spadafora), Salvatore Curreri (Saponara)e l'assessore Matteo Di Marco che rappresentava il comune di Villafranca Tirrena. Vertice presieduto dal prefetto vicario, dott. Maria Guia Federico, cui hanno preso parte i comandanti della compagnie carabinieri di Milazzo e Messina Centro (Cap. Fabio Coppolino e Cap. Erasmo Fontana) il comandante della stazione GdF di Spadafora, Mar. Scolaro, la dott. Rosa Iraci del commissariato di Polizia di Milazzo, e i comandanti i Corpi di Polizia municipale dei quattro comuni. La verifica dell'attività svolta attraverso il coordinamento interforze sul territorio ha evidenziato un arretramento della microcriminalità, «ma l'incendio del cantiere navale di via del Mare – ha sottolineato Etna – soprattutto se si pensa a un episodio analogo due mesi fa, sempre a Rometta Marea, ai danni di un'azienda di trasporti, mette in fibrillazione la nostra comunità che teme adesso l'avanzata sul territorio di forme più complesse di criminalità organizzata». Una preoccupazione esternata anche dal sindaco di Spadafora Giovanni Giaimis, per il quale «quello che emerge in superficie potrebbe addirittura essere inferiore a quello che effettivamente c'è». Preoccupazioni raccolte dai rappresentanti istituzionali e militari presenti, i quali hanno assicurato la massima attenzione per dipanare una turpe matassa che sembra avvolgere da alcuni mesi il comprensorio tirrenico. «È importante che lo Stato riesca a dare presto una risposta – ha detto infine il sindaco di Rometta – ma per far ciò è fondamentale la collaborazione dei cittadini e degli operatori commerciali».

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