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Gazzetta del Sud

12/07/2010

Antichi sepolcri ancora intatti nei sotterranei della chiesa

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Tonino Battaglia

Un'importantissima scoperta archeologica getta nuova luce sulla storia di uno dei beni architettonici più antichi di Rometta, la chiesa Bizantina di Gesù e Maria (detta anche del S. Salvatore o della Candelora), costruita tra il VI e il X secolo. Nei giorni scorsi, nell'àmbito di un progetto di restauro conservativo promosso dall'arciprete Salvatore Perdichizzi e seguito dall'arch. Filippo Imbesi, sono stati effettuati alcuni saggi stratigrafici – sotto la supervisione della dott. Gabriella Tigano, dirigente della sezione Archeologia della Soprintendenza Beni Culturali di Messina – nell'antico luogo di culto che si erge nei pressi di Porta Milazzo, caratterizzato dalla pianta a croce greca e da una cupola occultata in un discusso intervento di restauro effettuato negli anni 30 del secolo scorso. Praticando un foro di ridotte dimensioni nel pavimento, il saggio eseguito ha permesso di rinvenire alcune tracce sconosciute di uno dei più importanti monumenti della Sicilia bizantina. A pochi centimetri dall'attuale pavimento, realizzato nel terzo decennio del secolo scorso, infatti, sono stati recuperati campioni di un precedente pavimento costituito da formelle quadrate in cotto, presumibilmente risalenti al XVIII secolo. Più sotto, a circa venti centimetri di profondità, è stata individuata una seconda stratificazione pavimentaria policroma, databile intorno al XVI secolo. Ma è al di sotto di questa, a circa 50 centimetri di profondità, nella stratificazione originale, è stata effettuata la scoperta più interessante: un cunicolo di aerazione rettangolare (delle dimensioni di circa cm. 15x25), coperto da lastre di terracotta, che penetra in profondità verso il centro della chiesa. La presenza di questo cunicolo attesterebbe l'esistenza di un ipogeo, cioè una costruzione sotterranea adibita per lo più a sepolcro, ricavata nella roccia tufacea e di antichissima fattura. Questa ipotesi è suffragata anche dalle indagini al georadar effettuate dalla ditta "Diagnosis" di Vittorio Longo – che hanno rilevati ampi spazi vuoti sotto e intorno alla chiesa – e certificate con verbale dalla stessa Soprintendenza. Il condotto di aerazione individuato lancia una suggestiva ipotesi: le eventuali strutture esistenti sotto la chiesa furono scavate successivamente alla costruzione della stessa ed utilizzate come sepoltura, oppure si trovavano preesistenti alla costruzione bizantina? In quest'ultima evenienza ci troveremmo di fronte a strutture più antiche, già presenti in altre aree del centro storico di Rometta (ipogei paleocristiani). Secondo l'arch. Filippo Imbesi il condotto di aerazione intercettato servirebbe strutture sepolte profonde e preesistenti alla chiesa, tenendo anche conto dell'esistenza della grande cisterna limitrofa. «Il recupero degli ipogei – afferma padre Perdichizzi – e della cupola emisferica saranno due degli elementi cardine del progetto di recupero e restauro della chiesa bizantina». Insomma, ora l'importante è ottenere i finanziamenti per proseguire gli scavi. Se le ipotesi dovessero trovare conferma, Rometta diventerebbe davvero uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia

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