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Rassegna Stampa

Gazzetta del Sud

11/03/2003

Rometta Encomiabile iniziativa di mamme in carriera

Un “nido” autogestito

Maria Saccà

ROMETTA – Un adagio recita "dove non arriva la forza arriva l'intelletto". Nel caso potremmo benissimo dire "dove non arriva la forza amministrativa ci pensa l'acume femminile". Vogliamo raccontarvi la storia di un gruppo di mamme romettesi col più classico dei problemi della donna d'oggi: la scelta tra la famiglia e la carriera, o come gestire bene entrambe le cose. Vogliamo raccontarvi l'esperienza di queste mamme che, dinnanzi a questo dilemma dei tempi moderni, hanno fatto affidamento a quella pragmaticità tipicamente femminile dando vita, tra le quattro mura di un piccolo appartamento, a un micro nido, reso confortevole alle esigenze dei bimbi grazie all'autotassazione e al volontariato di un'animatrice e una pedagogista (anch'esse madri). Un asilo nido "domestico", in grado di accogliere piccoli pargoli (5 in tutto) con madri in carriera che, come troppo spesso accade, non possono rivolgersi a strutture pubbliche perché inesistenti, come nel caso appunto del comune romettese. Un'idea semplice, ma al tempo stesso originale, nata circa 6 mesi addietro da due madri volitive, Milena Mundo e Pina Geraci, con due dolcissimi bimbi di soli 2 anni ed impegnative attività professionali da portare avanti. «Il progetto – ci spiega Milena Mundo – ha preso spunto da un'esigenza che accomuna centinaia di mamme lavoratrici. Una solidarietà tra donne che ci ha indotto ad unire le forze affinché i nostri figli crescano in strutture idonee alla loro socializzazione che purtroppo mancano nel nostro Comune. Anche per questo – continua – abbiamo dato vita a un'associazione locale "L'albero della vita" che aderisce all'A.Ge., l'associazione nazionale genitori, che s'impegnerà a far luce sui tanti piccoli problemi legati al mondo della scuola e dell'infanzia». Un'iniziativa portata all'attenzione del primo cittadino romettese, Enrico Etna, tra i primi, come ci spiega la signora Mundo, «ad essere contattato affinché anche l'amministrazione cominci ad interessarsi ai problemi e i bisogni di noi donne e dei nostri figli. È giusto pretendere – conclude – che i nostri figli crescano a Rometta, ed è proprio per questo che bisogna iniziare a lottare affinché nel nostro Comune si sviluppino qualificate strutture, come nei vicini paesi».

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